Covid-19. Vittorio Carreri: “Rischio seconda ondata? Alla Lombardia serve un nuovo Piano contro la pandemia"
Ormai è una costante dei bollettini quotidiani: quasi il 70% dei nuovi casi italiani, positivi al Coronavirus, si rileva in Lombardia. Una lunga coda pandemica che ancora non si esaurisce. Intanto, l’Oms e l'Iss già prevedono una “possibile seconda ondata” in autunno. E di “inevitabili" future infezioni parla anche l’autorevole immunologo Anthony Fauci, direttore dell'Istituto per le Malattie infettive statunitense, precisando però che “tutto dipenderà da noi”: se avremo “personale, test e risorse per identificare i casi, isolarli e tracciare i contatti, quando arriveranno le infezioni potremo evitare che diventino una seconda ondata". È dello stesso parere Vittorio Carreri, il medico igienista che per 30 anni ha guidato le attività di prevenzione di Regione Lombardia.
Covid-19. Le famiglie con disabili scendono in piazza: "Regione Lombardia nega i test a operatori domiciliari"
Sono stanche, arrabbiate, deluse. Ma anche decise a non mollare finché non otterranno da Regione Lombardia le risposte a ciò che chiedono da mesi. Innanzitutto di fare test e tamponi per gli operatori che assistono a casa i disabili gravi e gravissimi. Gli esami diagnostici sono indispensabili per operare in sicurezza e sono la condizione imprenscindibile anche per i loro familiari. I rappresentanti del Comitato famiglie disabili lombarde sono scesi in piazza
Coronavirus. Samuele Astuti: “Pochi tamponi in rapporto ai contagi, Lombardia ultima in Italia”
Su un totale di oltre 235mila casi di Covid-19 in Italia, quasi il 40% (oltre 89mila casi) si trova in Lombardia. Questa regione ha anche il più alto numero di decessi – più di 16mila all'inizio di giugno 2020 - e il tasso di letalità maggiore d'Italia, 18 per cento Ma la Lombardia ha anche altri primati negativi. In primis il numero più basso in Italia di tamponi in rapporto ai contagi: qui si registra infatti un caso positivo al Coronavirus ogni 5 lombardi sottoposti al tampone,
"Prevenzione dimezzata in Lombardia, salute pubblica a rischio": l’allarme di Vittorio Carreri prima del Coronavirus
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“Soffro molto vedendo che nel settore della prevenzione e della sanità pubblica si sta tornando indietro in modo molto preoccupante e irresponsabile”. Così scrive Vittorio Carreri, nel suo libro La Prevenzione dimezzata (Editoriale Sometti), pubblicato lo scorso ottobre, sette mesi or sono, nell’imminenza della pandemia da Coronavirus che in Italia, soprattutto in Lombardia, sta registrando decine di migliaia di vittime.
Ed è un grido d’allarme che suona quasi profetico, soprattutto quando Carreri denuncia uno status quo dalle “gravi conseguenze per la salute pubblica”.
Covid-19. Sandro Cinquetti (Prevenzione Treviso): "Immune al virus solo un italiano su 20, ecco le stime"
Mentre attendiamo i risultati dell’indagine epidemiologica del Ministero della Salute che è partita il 25 maggio in tutta Italia, c’è chi afferma che il virus si sia “indebolito” e che gli italiani siano ormai al sicuro dal contagio. Anche le polemiche all'interno della comunità scientifica rischiano di creare confusione, lasciando spazio ad affermazioni negazioniste “no-mask” e “no-vax” che mettono a rischio la salute pubblica. Al di là di polemiche politiche e pretestuose, e in attesa di evidenze scientifiche, una cosa appare certa:
Covid-19. La chirurga e blogger Alberta Ferrari: "Quando 100mila medici su Facebook fanno la differenza"
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Ripartire in sicurezza? "È possibile solo se si scatta una fotografia del presente attraverso i test diagnostici". Ne è convinta Alberta Ferrari, chirurga senologa e autrice del blog sull’Espresso, Ferite vincenti dedicato alla salute della donna.
E proprio dal suo blog, lo scorso aprile, Ferrari si è fatta “portavoce di un appello ai decisori politici” da parte di un gruppo di 100mila medici italiani durante la fase più critica dell’emergenza Coronavirus.