Stampa
Blog
Sanità
Visite: 462

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 

La resistenza agli antibiotici è causata principalmente dall’uso eccessivo e inappropriato di questi farmaci. L’Italia è uno dei Paesi con i dati peggiori per le resistenze a livello ospedaliero. Per affrontare questo grave problema, oggi reso ancora più allarmante dall’emergenza Covid, bisognerebbe dimezzare la quantità utilizzata. Ma quanti antibiotici si consumano nel nostro Paese?  Quanto spendiamo? E soprattutto, quali sono gli errori da evitare nell'uso degli antibiotici?

Sono alcune domande che trovano risposta nel Rapporto Aifa “L’uso degli antibiotici in Italia”
“L’antibioticoresistenza - afferma il direttore generale dell’AIFA, Nicola Magrini - è una delle grandi emergenze sanitarie globali, un’acqua alta che in alcuni Paesi ha raggiunto livelli preoccupanti. L’Italia è ancora tra i maggiori utilizzatori di antibiotici in Europa e uno tra i Paesi con i dati peggiori per le resistenze a livello ospedaliero. I deboli segnali di contrazione d’uso degli ultimi anni non sono sufficienti. Per avere un impatto positivo sulle resistenze occorrono riduzioni drastiche dell’ordine del 50%".

Magrini 600x400"Per questo – conclude Magrini – è necessario adottare un approccio più efficace rispetto al passato. L’AIFA ne è consapevole e costituirà un gruppo di lavoro ad hoc all’interno dell’unità di crisi per le emergenze”.

Vediamo dunque nel dettaglio cosa rivela il Rapporto dell'AIFA sull'uso degli antibiotici in Italia.  

Quanti antibiotici consumiamo e come li usiamo

Complessivamente nel 2019 il consumo totale di antibiotici (comprensivo dell’acquisto privato) è stato di 21,4 dosi ogni mille abitanti (DDD/1.000 ab die: Dosi Definite Die, ossia numero medio di dosi di farmaco consumate giornalmente da 1000 abitanti, o utilizzatori). Le dosì sono così distribuite:

Circa il 90% delle prescrizioni a carico del SSN proviene dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. La Medicina generale rappresenta il fulcro del monitoraggio del consumo di questa classe di farmaci, nonché l’ambito su cui è importante agire per migliorarne l’appropriatezza prescrittiva.

I consumi ospedalieri, pur rappresentando una parte minoritaria, meritano di essere attentamente monitorati, in considerazione del loro impatto sulle resistenze batteriche.

 Consumo e spesa per antibiotici in rapporto a tutti i farmaci

Profili di inappropriatezza nell’uso degli antibiotici

farmaci coronavirus 4997525 1280

Le attitudini prescrittive dei medici e le differenze socio-demografiche e culturali dei diversi contesti geografici incidono in maniera significativa sui consumi, rivelando margini di miglioramento nell’uso appropriato di questi farmaci.

L’uso inappropriato degli antibiotici concorre ad aggravare il problema della resistenza batterica agli antibiotici, rendendo sempre meno efficaci farmaci che in molte situazioni rappresentano dei veri e propri salvavita.

 Variazioni stagionali nell’uso di antibiotici: possibile indice di inappropriatezza d’uso

Poiché le sindromi influenzali non richiedono nella maggior parte dei casi l’impiego di antibiotici per la loro origine di natura virale (salvo casi clinici particolari e eventuali complicanze batteriche), l’aumento così significativo delle prescrizioni di antibiotici in coincidenza con i picchi influenzali è spia di inappropriatezza nei consumi.

 Variabilità regionale non del tutto giustificata dall’epidemiologia: indice di possibile inappropriatezza d’uso

 I dati confermano che, al di là della possibile incidenza dell’epidemiologia delle malattie infettive, esistono altri fattori che causano un uso non sempre appropriato di questi farmaci.

 Gli antibiotici sono i farmaci più prescritti nella popolazione pediatrica: 4 volte su 10 non vengono scelti antibiotici di prima linea

Un utilizzo così frequente è in parte dovuto all’elevata incidenza delle malattie infettive in questa fascia d’età. Diversi possono essere i fattori che contribuiscono a un uso eccessivo e spesso inappropriato degli antibiotici nella popolazione pediatrica, tra questi la difficoltà a effettuare una diagnosi microbiologica dell’infezione, la preoccupazione da parte dei pediatri di una scarsa compliance per antibiotici che richiedono 2 o 3 somministrazioni giornaliere e infine le pressioni da parte dei genitori, che inducono spesso il pediatra a una scarsa aderenza alle raccomandazioni delle linee guida esistenti.         
Gli antibiotici di prima linea sono quelli da utilizzare in prima istanza per una specifica condizione clinica, anche perché consentono di ridurre il rischio di reazioni avverse e lo sviluppo di resistenze batteriche.

Differenze nei consumi per fasi della vita e genere antibiotic drug capsules 725x544

La più alta prevalenza d’uso degli antibiotici nei bambini e negli anziani è dovuta alla maggiore incidenza di malattie infettive in queste fasce di età.

Il più frequente utilizzo di antibiotici per le donne nelle fasce d’età intermedie è verosimilmente correlato al trattamento delle infezioni delle vie urinarie; per gli uomini in quelle estreme può essere ricondotto al trattamento di sovrainfezioni batteriche nei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

 

Confronto nei consumi con gli altri Paesi Europei

 Uso degli antibiotici durante l’epidemia COVID-19